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Faccia di Vinaccia - Alceo Luglio 2005

25/01/2011
NOME:  Cataldo Mangione
SOCIO DAL: 1998
ATTIVITA' PRINCIPALE: Imprenditore Agricolo
IL BELLO DELLA CAMPAGNA: Vederla svilupparsi di giorno in giorno
IL BRUTTO DELLA CAMPAGNA:  l’imprevedibilità delle condizioni climatiche
UN OBIETTIVO IMMEDIATO: ottenere a Settembre un buon prodotto
IL VINO E’: Tutta la mia vita

Il lavoro duro e la ricerca della qualità pagano: potrebbe essere questo, in sintesi, il motto che guida il sig. Mangione, nella gestione dell’azienda agricola di famiglia e da pochi anni anche nella presidenza di un oleificio. Come molti ragazzi del sud ha cercato di percorrere un’altra strada, dedicandosi allo studio per avere una vita diversa da quella del padre, commerciante di vini e di quanti in queste zone  legano il proprio destino alla campagna. Ritrovandosi di fronte ad un importante bivio, ha preferito rivedere le sue scelte e si è ritrovato così  a lavorare fianco a fianco con il padre, che nel frattempo aveva acquistato un’azienda agricola nella prov. di Brindisi. 
«Ho intrapreso questa strada nei primi anni ’90 ed oggi, a ragion veduta, posso dire di essermi trovato al posto giusto al momento giusto, entrando come socio conferitore nel Consorzio Produttori Vini di Manduria. Sin da subito mi è piaciuta la struttura, l’indirizzo che veniva dato dalla dirigenza, che captando le richieste del mercato ha spinto i soci a compiere una importante inversione di rotta: dalla quantità alla qualità, dallo sfuso alla bottiglia»
E’ comunque una visione agrodolce quella che ha oggi il sig. Cataldo della viticoltura salentina.
Le cause, ascrivibili  alla mancanza di ricambio generazionale «i giovani non si avvicinano a questo mondo perché hanno ben compreso quanto sia duro questo lavoro e l’assoluta mancanza di tempo libero, soprattutto nei mesi estivi, quando la campagna esige il massimo dell’attenzione e gli altri si stanno godendo le ferie, non facilita certo la scelta» Ma, probabilmente, ciò che pesa di più nel suo sguardo un po’ corrucciato è la constatata assenza di un atteggiamento politically correct da parte di chi ci amministra. «Nessuno si sforza di offrire delle soluzioni concrete ai numerosi problemi che si stanno accavallando in questo settore, mi riferisco al crollo dei prezzi, alla competizione sleale e alla mancanza di regole chiare persino nelle direttive europee». Profondamente rammaricato dal fatto di vedere i suoi vigneti estendersi lungo il confine  dell’areale di Produzione della Doc Primitivo di Manduria senza poter beneficiare del prestigio di cui godono oggi queste uve, rimane comunque un fervido sostenitore del lavoro nei campi e della campagna, che soprattutto per i giovani non deve rappresentare un ripiego, ma un settore attraente in cui riversare idee innovative, come stanno facendo ad esempio coloro che, ristrutturando masserie e case coloniche, attraggono  flussi turistici un tempo impensabili.