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Alceo Luglio 2013

Alceo Salentino compie dieci anni di vita. Quanto vino è passato in questo periodo sotto i “ponti” del nostro Salento! Le ricorrenze di una certa valenza spingono la nostra memoria a soffermarsi per pochi istanti sulla strada percorsa. Agli albori della nascita della nostra rivista, il Salento, ancora un po’ sonnolento, specialmente quello enoico, cominciava a svegliarsi per mostrare al mondo la sua grande anima. Volevamo dare anche noi un piccolo contributo al suo ‘rinascimento’.

Venne così l’idea di fondare una rivista che parlasse non solo della grande evoluzione intrapresa nel campo vitivinicolo, ma che potesse anche accompagnare il viaggiatore in un percorso ideale eno-turistico-culturale. Il web, in quei tempi, non aveva ancora fagocitato la comunicazione. Con Giuseppe P. Dimagli, professionista della comunicazione, allora nostro collaboratore, cominciammo a tessere la struttura della rivista con l’obiettivo di mettere in risalto la nostra civiltà salentina più intima e, a volte, poco conosciuta.

La nascita del magazine fu accolta con entusiasmo dalle più prestigiose firme del giornalismo scientifico e culturale del nostro territorio, che offrirono disinteressatamente il loro contributo.
Lungo è l’elenco di chi ha collaborato in questi anni, soffermarsi su tutti è cosa lunga e laboriosa, certamente ne dimenticherei qualcuno.
Soffermo la mia attenzione sugli amici che hanno costituito l’ossatura della rivista fin dal principio.
Bozzetti di humanitas salentina, li dobbiamo agli scrittori Livio Romano ed Elio Paoloni.
La Facoltà di Agraria dell’Università degli Studi di Bari, soprattutto con i professori Stefania Pollastro e Pierfederico La Notte, ci ha permesso di seguire i progressi dell’agricoltura pugliese, salentina in particolare.
Il giornalista Angelo Sconosciuto ci accompagna alla scoperta dei tesori ancora poco noti della nostra terra.
Pippo Mazzarino, giornalista ed enogastronomo, cura a puntate la Storia della Gastronomia.
Rino Contessa, cultore di tradizioni popolari, ci illustra aspetti e momenti della civiltà contadina e reperti e manufatti del nostro Museo del vino Primitivo.
Alberto Altamura, fine latinista, ci guida nella storia letteraria del mondo greco-romano afferente al vino.
All’enologo Leonardo Pinto e al cuoco Benedetto Mazza dobbiamo le due rubriche L’enometro e Lucullus. L’impaginazione nonché le schede culturali sono di Omar Di Monopoli, grafico e scrittore. Nella cura della rivista Graziano Santoro, ora dirigente d’azienda, è succeduto a Dimagli; oggi Alceo è nelle ‘mani’ della nostra Anna Gennari. Da una tiratura iniziale di 15.000 copie ora siamo arrivati a circa 30.000. Ma ha ragion d’essere una rivista stampata nell’era di Internet?

Penso di sì, perché sul web siamo bombardati da milioni di informazioni, mentre la rivista arriva direttamente nelle mani dei nostri amici, concedendo loro un momento di attenzione verso di noi.
Il mio pensiero grato va a tutti i nostri lettori e a chi ha collaborato, in tutti questi anni, al nostro Alceo Salentino.

Che Bacco sia (moderatamente) nei nostri cuori.

Fulvio Filo Schiavoni
Presidente Produttori Vini Manduria S.c.A.

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